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Cosa rende i Gorilla Perfume diversi dagli altri?

Nel 2008, una rivista ha soprannominato il fondatore di Lush, Mark Constantine, e suo figlio Simon, “Guerrilla perfumers”. Il fratello di Simon, Jack, ha risposto suggerendo che “Gorilla” sarebbe stato un appellativo più appropriato per loro e da allora il nome è rimasto. Nel 2010, è stato presentato al pubblico il primo volume dei Gorilla Perfume.

Infatti, la rivista doveva già aver intuito qualcosa…

Fin dal principio, i Gorilla Perfume si sono mossi ad un ritmo diverso, dichiarando con orgoglio che il punto stava proprio nel profumo stesso. Nel tentativo di raggiungere lo scopo, ecco 4 punti che fanno pensare ai Gorilla Perfume come qualcosa fuori dall’ordinario.

  1. I Gorilla Perfume sono espressioni della creatività fatta in casa invece di essere frutto di formule preconfezionate.

  2. Nella creazione dei Gorilla Perfume vengono utilizzati i più pregiati oli essenziali.

  3. I Gorilla Perfume si ispirano spesso a musicisti e ad un’ampia rete di artisti, ecologisti e ambientalisti, con i quali spesso collaborano.

  4. Il lancio di ogni volume è accompagnato da una gallery interattiva. Per esempio, nelle edizioni passate abbiamo visto un circolo di pietre (ancora in piedi sull’isola di Purbeck) e la sezione trasversale di una cisterna d’acqua a grandezza naturale con una straordinaria storia alle spalle.

I mastri profumieri

“Siamo molto, molto particolari. Le aziende cosmetiche non producono profumi. I nasi delle grandi aziende come IFF (International Flavors and Fragrances: un marchio che produce per le industrie alimentari, di prodotti per la cura della persona e per la casa), si occupano di produrre profumi per tutti. “Noi siamo molto originali”, ha dichiarato Mark Constantine nel settembre del 2016 durante il Creative Showcase di Lush.

Il panorama mainstream dell’industria profumiera sta mostrando i presupposti per una tempesta perfetta: scadenze prefissate e sempre più brevi per portare un profumo sul mercato, enfasi posta in primo luogo sulle ricerche di mercato e restrizioni dei potenziali allergeni (molti dei quali erano ingredienti naturali essenziali di un profumo). Il tutto sembra andare a discapito dell’originalità.

Scrivendo per la rivista Resurgence & Ecologist, Simon Constantine ha affermato: “La corsa al ribasso dei prezzi porta a far sì che spesso la parte più costosa del prodotto che compri al duty-free dell’aeroporto è il falconcino tanto carino e invitante. Al contrario, il liquido chiaro contenuto al suo interno è un mix di sostanze chimiche sintetiche a buon mercato, una brutta copia degli ingredienti naturali con cui hanno davvero poco in comune. Se utilizzate con moderazione, queste sostanze chimiche sono anche utili, ma i mastri profumieri di oggi ne abusano per tagliare i costi. Il risultato è che la maggioranza dei profumi sul mercato di massa profuma poco e manca di creatività.

I Gorilla Perfume puntano ad essere l’antidoto a questa siccità creativa. Padre e figlio formano una coppia creativa autodidatta. In un primo momento questa scelta è stata dettata dalle necessità: quando l’avventura di Lush è cominciata, non c’erano abbastanza fondi per potersi permettere formule preconfezionate, pertanto la combinazione e la creazione delle fragranze doveva avvenire internamente. Tuttavia, gli esperimenti fatti nel laboratorio al numero 29 di High Street a Poole, in Inghilterra, hanno presto assunto vita propria. Per Mark e Simon, inventare nuove fragranze è diventato un modo importante di esprimere i propri sentimenti e riflettere sulle proprie esperienze.

“Non so esprimerlo a parole né attraverso la scrittura, posso solo esprimerlo tramite un profumo,” ammette Mark. Il primo profumo su cui ha lavorato insieme a Simon è stato Dear John, una fragranza veramente personale: Dear John è infatti un tributo al padre di Mark che ha abbandonato la famiglia quando Mark aveva due anni. Immaginandone il profumo, Mark afferma: “è come affondare il viso nell’armadio dei vestiti di una persona per sentirne l’odore.” Successivamente Mark incontrerà suo padre in Sud Africa e, in quell’occasione, darà origine ad un nuovo suggestivo omaggio, Dad’s Garden – Lemon Tree.

Le composizioni

Nello stesso modo in cui i profumi di Mark si basano sulle proprie esperienze, le fragranze di Simon Constantine sono molto influenzate dal suo lavoro come capo dell’Ethical Buying Team di Lush. La passione di Simon è tale che puoi trovarlo a dormire in una capanna nel pieno di 6000 ettari di foresta in concessione in Perù, con la stessa facilità con cui puoi trovarlo al suo organo da profumiere in laboratorio (la postazione di lavoro dei profumieri).

In più, la conoscenza e l’esperienza che Simon ha acquisito dal suo lavoro di buyer si ritrova nei suoi profumi con il profondo rispetto per le materie prime scelte, il che è probabilmente ancora più evidente nel modo in cui approccia il panorama della profumeria. Simon afferma infatti “è un mondo di ingredienti ricco, complesso e ambizioso, verosimilmente molto più vari ed entusiasmanti rispetto ai componenti essenziali utilizzati in qualsiasi altra industria creativa che mi venga in mente.”

Gli esordi di questo processo olfattivo unico prendono forma con Breath of God: un profumo basato sul viaggio di Simon in Tibet. La fragranza unisce il profilo enigmatico e legnoso del vetiver e del sandalo con le note floreali e accese della rosa e del pompelmo. Tania Sanchez, co autrice dell’acclamato libro “Profumi: la guida dalla A alla Z” ha dato 5 stelle (il riconoscimento più alto) a questa fragranza, accompagnate da una straordinaria recensione: “Indossandolo, mi sono meravigliata del fatto che nel panorama dei profumi odierno possa ancora esistere una così profonda innovazione.”

Il legame tra l’invenzione e gli ingredienti non dovrebbe essere sottovalutato. Acquistare in maniera diversa spesso significa pensare in maniera diversa. Praticare la permacultura, stabilire dirette relazioni con i fornitori sia locali che stranieri e coltivare eticamente i migliori ingredienti sono tutti esercizi utili per la creazione di un prodotto che rompe gli schemi.

“Quando fai il bagno con un prodotto Lush, puoi immergerti in un’essenza pura di rose,” spiega Mark. “Nessuno ha fatto una cosa simile per tipo 100 anni. Nessuno ha mai messo a disposizione simili materie prime per farci il bagno.”

È lo stesso con i Gorilla Perfume: l’ampia gamma di oli essenziali presenti nel mondo è la protagonista indiscussa. Fortuna vuole, che alcuni dei principi della permacultura sembrano essere applicabili anche al lavoro di Simon e Mark. Secondo Simon, “Dal punto di vista della permacultura, esiste il principio del margine: la zona di confine è il posto più fertile. Quindi se mischi insieme due entità differenti, molto probabilmente otterrai una sorta di fertilità, o un’idea valida.”

“Siamo fortunati a poter coinvolgere musicisti, artisti, ecologisti e ambientalisti. Tutti questi elementi così vari tra loro creano un ambiente diversificato da cui attingere per trovare molte più idee.”

La musica

In effetti, l’unico componente che spesso sembra mancare nella lista degli ingredienti è la musica.

Mentre combinava le note che avrebbero dato origine a Karma, Mark ha tratto ispirazione da gruppi musicali come i Clem Snide, I Radiohead e i Massive Attack. In seguito, ha creato una fragranza per Mo, sua moglie e co-fondatrice di Lush, esprimendo i suoi sentimenti attraverso le note della composizione a cui ha dato il nome di una complessa canzone di Leonard Cohen: A Thousand Kisses Deep.

L’attitudine alla musica potrebbe essere un fattore genetico: mentre Simon stava creando il profumo The Bug, ha preso ispirazione dall’omonima canzone dubstep di Magnetic Man legando indissolubilmente la fragranza ai concetti della cultura della sorveglianza.

Ma il sottofondo musicale non si limita solo allo stadio creativo. La famosa suonatrice di sitar Sheema Mukherjee ha composto una bellissima canzone come tributo a Sikkim Girls e i musicisti John Metcalfe e Simon Richmond (che hanno anche aiutato a comporre la musica per la spa di Lush) hanno creato una meravigliosa composizione avant-classica per accompagnare le sei fragranze del Volume Set in Stone.

Anche l’idea di lanciare un Volume come Set in Stone, può essere ricondotta alla tradizione musicale: quella dell’uscita di un nuovo album...

The mycelium

I visitatori della Death and Decay Gallery,
tenutasi in un seminterrato di Soho adibito a galleria, sono stati invitati a “passeggiare sul micelio”, attraversando un enorme tappeto intrecciato. Chi accettava l’offerta veniva accolto da un inconfondibile profumo di funghi vivacizzato dalla dolcezza della terra smossa. Questa fragranza rappresentava il micelio: l’intreccio di ife, i filamenti che costituiscono il corpo vegetativo dei funghi. Il micelio agisce nel suolo come una rete, manifestando rapporti simbiotici con le radici delle piante e una notevole capacità di rigenerare il suolo.

Il profumo di Mycelium non è mai stato messo in vendita. Era un intermezzo all’interno dell’album. Ma era indispensabile per vivere a pieno l’esperienza della Gorilla Gallery.

Ogni nuovo Volume dei Gorilla Perfume viene presentato al pubblico con una galleria di installazioni. All’interno si trovano gli oli essenziali, messi a disposizione separatamente prima di poter essere distinti all’interno delle meravigliose fragranze. I profumi sono rivisitati sotto forma di opere d’arte, come la giacca del padre di Mark appesa all’ingresso, o le viole mammole solitarie che spuntano caparbie dal suolo cemento. Un Gorilla Bus Tour ha girato il paese con la collaborazione di musicisti, poeti, artisti e ballerini – e sia le proiezioni cinematografiche che le esibizioni musicali erano profumate.

Proprio come un micelio, queste installazioni combinano vari aspetti apparentemente distinti del mondo Gorilla: ingredienti pregiati, le ispirazioni di due diversi nasi, e l’espressione creativa del bus tour, dei gruppi musicali e dei profumi stessi. I Gorilla Perfume sono davvero in grado di rinnovare l’industria dei profumi? Fai partire la musica e vediamo cosa succede…

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