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Cos’è il Lush Prize? Mini-guida nel mondo del Fighting Animal Testing

Cos’è il Lush Prize? Mini-guida nel mondo del Fighting Animal Testing

1 - Cos’è il Lush Prize?

Il Lush Prize è il più grande premio al mondo nel campo della sperimentazione non animale che ha l’obiettivo di supportare le eccellenze scientifiche che lavorano per trovare alternative ai test sugli animali. Nel 2020 è arrivato all'ottava edizione!

2 - Qual è lo scopo?

Lo scopo del Lush Prize è premiare le eccellenze scientifiche che hanno l’obiettivo di abolire e trovare alternative valide e sicure ai test sugli animali.

3 - A quanto ammonta il fondo annuale?

Il fondo ammonta ad un totale di £250.000, il più consistente nell'ambito della sperimentazione non animale, e punta esclusivamente all’abolizione dei test sugli animali.

4 - Quante e quali sono le categorie premiate al Lush Prize?

Sono 5, perché 5 sono le aree strategiche capaci di porre fine ai test sugli animali:

  • Scienza: sviluppo di test non animali che sostituiscano la sperimentazione animale;

  • Formazione: formazione di ricercatori su test che non coinvolgano animali;

  • Lobby: politiche per promuovere l’uso di test alternativi;

  • Sensibilizzazione dell’opinione pubblica: iniziative volte ad aumentare la conoscenza di test alternativi;

  • Giovani ricercatori: premio dedicato a giovani ricercatori sotto i 35 anni specializzati in ricerche che hanno per obiettivo di sostituire i test sugli animali.

5 - Segui la conferenza stampa

La conferenza di questa edizione del Lush Prize, dal titolo “Can Big Data replace animal testing” si terrà interamente online, offrendo l’opportunità a chiunque di partecipare gratuitamente previa registrazione qui.

La conferenza avrà luogo in queste due mezze giornate:

Mercoledì 11 novembre, 14:00 - 17:00
Giovedì 12 novembre, 14:00 - 17:00

Ci si interrogherà sul ruolo dei Big Data nella strada verso la completa sostituzione dei test sugli animali con metodi alternativi; scienziati e ricercatori si confronteranno su progetti sviluppati nell’ambito della tossicologia computazionale grazie all’ausilio di sistemi di Intelligenza Artificiale (AI) e Machine Learning.

6 - Quanti sono i fondi assegnati finora?

Dalla sua nascita fino all’edizione 2020, sono stati assegnati premi per un totale di 2,19 milioni di sterline.

7 - Ci sono stati vincitori italiani?

In 7 edizioni, sono state 7 le eccellenze italiane premiate al Lush Prize, 6 nella categoria Giovani ricercatori e 1 nella categoria Formazione:

  • 2012 Chiara Scanarotti (Giovani ricercatori) con un progetto di ricerca relativo alla sensibilizzazione della pelle;

  • 2013 Simona Martinotti (Giovani ricercatori) con un progetto volto a sviluppare un sistema di cure con metodi naturali;

  • 2013 - Anna Maria Bassi (Formazione) con un programma di corsi di formazione capaci di integrare i fondamenti dei valori e della legislazione europea sul benessere degli animali;

  • 2015 - Elena Kummer (Giovani ricercatori) con un progetto di ricerca volto a capire i processi della sensibilizzazione allergica della pelle;

  • 2016 - Giorgia Pallocca (Giovani ricercatori) con un progetto volto a testare l’impatto di sostanze chimiche sullo sviluppo del sistema nervoso embrionale;

  • 2018 - Alessandro Polini e Nikolas Gaio (Giovani ricercatori) con due progetti sui modelli organ-on-a-chip come alternativa scientifica ai test sugli animali.

  • 2020 - Domenico Gadaleta e Edoardo Carnesecchi (Giovani ricercatori) con due progetti di modelli alternativi per valutare la tossicità di determinati composti chimici, senza ricorrere ai test sugli animali. 

8 - Chi c’è dietro al Lush Prize?

Il Lush Prize unisce la passione e i mezzi di Lush con la ricerca e l'attivismo di Ethical Consumer, una cooperativa no profit inglese specializzata in tematiche ambientali, animali e sociali.

Vuoi saperne di più? Visita il sito ufficiale del Lush Prize.

9 - Lush Prize 2020: chi sono i finalisti?

Sono 58 i finalisti per il Lush Prize 2020 tra scienziati, giovani ricercatori e gruppi di ricerca provenienti da 21 paesi al mondo. A conferma della forte tradizione scientifica italiana, tra le eccellenze in lizza al Lush Prize 2020 anche finalisti italiani, nella categoria dei Giovani Ricercatori: Domenico Gadaleda, ricercatore presso Istituto Mario Negri IRCCS a Milano, con un progetto di studio basato sulla messa a punto di metodi alternativi che possano prevedere il rischio legato ad alcune sostanze chimiche di causare danni neurologici grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale e di simulazioni computerizzate, e Edoardo Carnesecchi, ricercatore presso l’Università di Utrecht in Olanda, con lo sviluppo di un’innovativa piattaforma software basata su metodi alternativi alla sperimentazione animale per valutare la tossicità e i potenziali effetti avversi sull’uomo e sull’ambiente dovuti all’esposizione di miscele di sostanze chimiche.

Tra i progetti finalisti anche due interessanti modelli di organ-on-a-chip, i modelli in vitro di un organo artificiale che ne simulano meccanica, attività e risposte fisiologiche. Un team di ricercatori della Brunel University a Londra ha realizzato un modello di organi riproduttivi femminili on-a-chip per analizzare cause e possibili trattamenti delle malattie; la start up svizzera AlveoliX ha creato un polmone on-a-chip con un ‘microdiaframma’ mobile collegato ad una membrana porosa morbida.

 

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