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Ecco i nuovi campioni della rigenerazione: Lush Spring Prize 2019

È arrivato il momento di annunciare i vincitori del Lush Spring Prize 2019. Dalla protezione delle terre indigene al rafforzamento delle comunità per mezzo di passata di pomodoro, questi sono i progetti che si spingono oltre la sostenibilità per rigenerare sia l’ambiente che i sistemi sociali.

I vincitori del terzo Lush Spring Prize stanno festeggiando questa settimana il premio condiviso di £200.000 (circa 230.000€).

Giunti da tutto il mondo, i progetti sono stati scelti per la loro vocazione a rigenerare il pianeta e i sistemi sociali. Ed è proprio questo il cuore stesso del premio: perché la sostenibilità non basta, dobbiamo rigenerare

Scegliere i vincitori di questa edizione dello Spring Prize non è stato facile per la giuria. Messi davanti a pile di candidature con interessantissimi progetti di rigenerazione da tutto il mondo, selezionarne solo una manciata a ricevere il premio in denaro è stato in realtà come una rivelazione di quante persone si stanno oggi dedicando alla battaglia per un pianeta più sano.

Ora la lunga attesa è finalmente finita. I vincitori sono stati annunciati in occasione di una conferenza tenutasi all’Emerson College, nel Sussex.

I vincitori

Nella categoria Intentional Projects

Questa categoria riguarda le idee nuove e fresche con startup operative da meno di un anno. Ad ogni progetto vincitore è stato riconosciuto un premio di £10.000.

Ripanu

Nel mezzo dell’Amazzonia Ecuadoriana, il popolo Sapara sta lottando contro le trivellazioni petrolifere. Per rafforzare ulteriormente la difesa della loro terra e della loro cultura, una comunità intende costruire un centro di ecoturismo focalizzato sulla conservazione della foresta pluviale e l’uso della medicina naturale per la guarigione fisica e spirituale dei visitatori. Questo progetto pacifico è uno dei mezzi con cui la comunità intende combattere le multinazionali del petrolio.

“Tenendo il petrolio nel sottosuolo, stiamo conducendo un’azione politica per il benessere del pianeta e dell’umanità” dice Rubén Darío Díaz Chávez, membro della comunità Ripanu.

Il centro verrà costruito sulle terre dei Sapara e promosso con un sito web con video, foto e messaggi della comunità Rapanu che inviteranno le persone da tutto il mondo a guarire, ringiovanire e sognare in mezzo alla foresta pluviale.

“Vogliamo guarire lo spirito e l’anima delle persone, e anche insegnare loro a sognare ad occhi aperti così che possano capire perché difendiamo con tanto ardore il nostro territorio dalle industrie estrattive che ci opprimono tutti” aggiunge Rubén.

Verdegaia

Alla fine del 2017, un’ondata catastrofica di incendi ha devastato la Galizia, nel nord ovest della Spagna, uccidendo 120 persone e bruciando oltre mezzo milione di ettari. Poco dopo questa catastrofe è nato dal basso un progetto ambientalista - Brigadas Deseucaliptizadoras, ovvero le brigate per la de-eucaliptizzazione.

L’Eucalipto è una specie altamente invasiva, incentivata per decenni dall’industria della polpa per le cartiere e altri prodotti a base di cellulosa, e rappresenta uno dei principali fattori alla base di questi devastanti incendi forestali. Le monoculture di eucalipto creano un “deserto verde” con una biodiversità estremamente limitata, riducendo la foresta originaria a piccoli appezzamenti frammentari.

Le brigate, costituite da centinaia di volontari, stanno ora sradicando le monoculture di eucalipto e altre specie di alberi invasivi, e ripristinando gli habitat forestali originari.

“Si tratta di un’iniziativa concreta che mostra come, lavorando insieme, le persone possono agire il cambiamento restaurando i paesaggi e gli habitat naturali. In pochi mesi le brigate sono riuscite a trasformare il pessimismo generalizzato in partecipazione impegnata,” spiegano Joám Evans Pim e Iolanda Mato Creo, due degli organizzatori del gruppo.

Verdegaia sogna di ripristinare le foreste originarie, con tutta la relativa biodiversità e usi tradizionali. Man mano che arrivano sempre più volontari, questo sogno sta diventando realtà.

Apthapi Comunidades del Vivir Bien

È possibile vivere bene in un mondo dove ci sia equilibrio tra umani e natura? Apthapi crede che si possa fare, e vuole educare le nuove generazioni a vivere in questo modo nella Escuela del Vivir Bien, la scuola del vivere bene. Questo progetto olistico creerà ponti tra la saggezza ancestrale e il progresso tecnologico.

“L’educazione è lo strumento di trasformazione più potente che ci sia. Attraverso l’educazione speriamo di raggiungere molte persone che potranno unirsi, sollevare domande, e trasformare tutti gli aspetti della propria vita. Coinvolgendo sempre più gente possiamo cambiare il mondo,” spiega Geraldine Ovando del coordinamento di Apthapi.

Altre quattro organizzazioni stanno ora unendo le forze per avviare questo progetto di educazione in varie province della Bolivia. Grazie al premio del Lush Spring Prize, questo progetto passerà dal sogno ad un PC per trasformarsi in realtà.

Laboratorio Sicilia 2030

Questo gruppo nasce sull’idea della collaborazione. Ispirato agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU, Laboratorio Sicilia 2030 (LS2030) supporta gruppi e singoli per rigenerare la terra e coltivare in modo sostenibile in Sicilia. Il progetto mira a rafforzare la comunità e a favorire la leadership collettiva.

“Siamo guidati da un affetto genuino per la nostra terra. Veniamo da percorsi culturali, professionali e generazionali diversi, e siamo tutti uniti dalla volontà di lavorare per la rigenerazione della Sicilia,” dice il gruppo. In puro stile collaborativo, i cinque membri fondatori scelgono di parlare con una unica voce collettiva.

In Sicilia, gran parte delle terre è a rischio. La desertificazione dilaga, e questo vuol dire che la terra è così degradata che gli ecosistemi, l’acqua e il suolo sono ampiamente compromessi. Si tratta di una delle aree più colpite d’Italia. Motivo? il cambiamento climatico e l’impatto dell’uomo.

LS2030 sta promuovendo il restauro di questo paesaggio arido, favorendo l’agricoltura biologica ed i metodi ecologici di restauro degli edifici.

Oltre ai problemi ambientali, i siciliani sono confrontati anche con la Mafia e con la povertà.

“La Sicilia è ora in una fase di transizione, e sta cercando un futuro nuovo e diverso. Molte persone stanno lavorando per costruire alternative al sistema della Mafia, con grande attenzione per la terra e inventando nuovi mestieri,” dice il gruppo. Soprattutto, questo gruppo vuole portare in Sicilia un cambiamento concreto attraverso l’azione collettiva. Scopri di più sui progetti di Laboratorio Sicilia 2030 per creare una rete solidale per la rigenerazione dell’isola.

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Nella categoria Young Projects

Sono progetti avviati da poco, ma stanno già avendo un grande impatto. Sono tutti attivi da uno a cinque anni, e a ciascuno è stato riconosciuto un premio di £20.000.

Alianza Ceibo

Nell’Amazzonia occidentale, le terre vengono sfruttate dalle industrie minerarie. Di fronte a questo, i membri di quattro nazioni indigene hanno messo da parte le loro differenze e unito le forze per difendere le foreste pluviali dove vivono e proteggere la loro cultura.

“Abbiamo imparato negli anni che non possiamo aspettare aiuto dal governo, dalle aziende o da chiunque altro. Siamo noi a dover sviluppare le nostre proprie soluzioni,” spiega Hernan Payaguaje, direttore generale di Alianza Ceibo.

Hernan spiega che le azioni del gruppo sono spesso in diretta opposizione con gli interessi economici del governo, ma che questa terra è una delle foreste primarie più vitali della Terra, con un ruolo essenziale nel combattere il cambiamento climatico.

“Allorché i nostri territori si restringono sotto il peso delle pressioni esterne e che le vecchie generazioni muoiono, sentiamo un bisogno pressante di agire per proteggere quello che ci resta.”

Oltre a proteggere le terre ancestrali dall’industria petrolifera, Alianza Ceibo è impegnata nel rafforzare l’identità culturale e il sapere indigeno, dopo aver subito secoli di colonizzazione ed esclusione. Oggi il gruppo sta recuperando le tradizioni, oltre ad educare le persone dando loro il sapere e gli strumenti necessari alla sopravvivenza.

Alianza Ceibo lavora affinché un giorno le terre ancestrali possano essere libere da contaminazioni, gestite dalle comunità indigene e protette per le future generazioni. Oltre a questo, il gruppo vuole essere un modello per altre comunità indigene impegnate nella difesa delle proprie terre.

YICE Uganda

Fino a poco tempo fa, la terra del campo profughi di Bukompe, in Uganda, si stava degradando sempre di più. Campi coltivati a monocultura venivano trattati con pericolosi pesticidi e fertilizzanti, ed i preziosi alberi tropicali venivano abbattuti per produrre carbone di legna. Tutto questo era il risultato di persone che combattevano la miseria e la mancanza di sicurezza alimentare, ma la degradazione sempre peggiore delle terre non faceva che aggravare ulteriormente la situazione.

YICE Uganda ha lavorato per ridurre la fame e la povertà nel campo profughi offrendo alle comunità di rifugiati corsi di formazione in attività agricole rigenerative come la permacultura, e sostenendo allo stesso tempo le persone con servizi di microcredito. Ora queste persone non solo riescono a coltivare abbastanza cibo per il sostentamento della comunità, ma riescono anche a venderne una parte.

“Il nostro sogno è di creare a Bukompe e nelle comunità vicine un sistema ecologico basato sulla permacultura,” spiega Noah Ssempijja, direttore del programma YICE.

Lo stesso Noah ha trascorso i suoi primi anni in un campo profughi, cresciuto da sua madre scappata dal Ruanda.

Per questo ha particolarmente a cuore sia i problemi dei rifugiati che quelli delle donne.

Ma il lavoro dello YICE non finisce con l’impatto positivo che ha sul pianeta e sulla vita degli abitanti di Bukompe. L’organizzazione sostiene anche i contadini della regione nella pratica della permacultura, per costruire in cambio coesione sociale tra rifugiati e locali.

Scopri di più su come l’agroecologia sta trasformando il campo profughi di Bukompe.

Association Diritti A Sud

Può una passata di pomodoro trasformare la natura e i sistemi sociali? Il progetto più ambizioso dell’associazione Diritti a Sud, realizzato insieme a Solidaria, è la passata di pomodoro naturale che hanno chiamato Sfruttazero per un ottimo motivo:

“Sfruttazero mostra che un altro tipo di lavoro è possibile, un lavoro che rispetti i lavoratori e la natura per ottenere un prodotto genuino, etico e senza uso di prodotti chimici,” dice il co-fondatore del gruppo, Angelo Cleopazzo.

Il progetto non si limita ai diritti dei lavoratori e al rispetto della terra, ma consente anche a locali e migranti di condividere e lavorare insieme. È molto di più di una soluzione pratica in un difficile contesto economico: è un messaggio politico, una presa di posizione contro il razzismo e la xenofobia.

“Siamo attivisti politici, lottiamo per la giustizia sociale e climatica. Ma eravamo stanchi del solito modo di fare politica, e quindi abbiamo deciso di non agire per i lavoratori migranti, ma con loro,” spiega il cofondatore Gianni De Giglio.

Attraverso la passata di pomodoro Sfruttazero, Diritti a Sud, insieme a Solidaria, dimostra attivamente che la migrazione non è la causa dei problemi, ma un’opportunità economica.

 

Categoria Established Projects

Questi progetti avviati da oltre cinque anni hanno dimostrato il loro successo e vengono premiati con £25.000 ciascuno.

INSO

INSO lavora da 15 anni nella Valle di Oaxaca, Mexico, per gestire l’emergenza acqua. In questa zona, la velocità del flusso d’acqua sta creando molti problemi sia sulle comunità locali che sugli ecosistemi.

Due centri di dimostrazione insegnano come rallentare l’acqua torrenziale e usarla a beneficio delle comunità. Qui le persone possono anche partecipare a workshop e corsi di formazione per scoprire esempi di uso rigenerativo della terra.

“Ci sono stati tanti episodi che per noi hanno rappresentato un successo: eventi gremiti di pubblico, le nostre vittorie contro progetti governativi o privati, i premi ricevuti... Ma sono sempre più convinto che sono le piccole vittorie di ogni giorno che contano davvero, come la repentina rinascita di una sorgente morta in un torrente,” dice Juan José Consejo, coordinatore dell’INSO.

Il gruppo ha anche creato un forum per l’acqua che mette insieme stakeholder e associazioni non governative, traendo così il meglio di una combinazione di conoscenze tradizionali, organizzazione di comunità e tecniche moderne.

Guba

Questa organizzazione per la formazione in permacultura sta contrastando l’aumento del capitalismo e consumerismo occidentale in Eswatini (Swaziland, Africa), volgendo invece il proprio sguardo alla natura per trovare soluzioni per le difficili condizioni di vita. Guba mostra alle persone come usare i principi della permacultura per rigenerare la terra lavorando in armonia con la natura, anziché contro di essa, e così creare modi di ottenere cibo nutriente, acqua pulita, alloggi e stabilità economica.

Ogni aspetto di questo progetto deriva dai tre principi etici della permacultura: cura della terra, cura delle persone ed equa ripartizione.

“Ho creato Guba insieme agli altri fondatori perché sentivamo che le attuali risposte alla povertà in Eswatini erano carenti. Volevamo liberarci dalla logica degli aiuti vecchio stampo e trovare modi per supportare le persone ad aiutarsi da sole senza recare danni al pianeta che ci dà vita,” dice Sam Hodgson, co-direttore di Guba.

“La permacultura ci ha offerto una serie di strumenti che secondo noi erano adatti al contesto Swati.”

Attraverso il training e la formazione, Guba mostra alle persone come fare un uso migliore delle risorse che hanno a disposizione e dona loro gli strumenti per trasformare la loro vita.

 

Categoria Influence Projects

Questi progetti sono veri attori di cambiamento, e stanno costruendo e rafforzando il movimento rigenerativo globale. Ognuno è stato premiato con £25.000 per proseguire il lavoro.

ZIMSOFF

Nello Zimbabwe i contadini stanno lottando per la giustizia sociale, e Zimoff gli offre una piattaforma per esprimere le loro voci. Questo gruppo sta facendo un grande lavoro di campagna per sollevare l’attenzione del pubblico sull’agroecologia, e allo stesso tempo rafforza i diritti dei piccoli agricoltori attraverso la formazione e il networking. Tutto in questo progetto si riconduce a soluzioni portate avanti dai contadini.

“La crisi climatica che porta sempre più siccità e alluvioni sta minando i nostri sforzi di produrre cibo e salvare le varietà locali di semi. Sta distruggendo le nostre proprietà e causando pesanti fenomeni di erosione del suolo e saltazione,” spiega Nelson Mudzingwa, coordinatore nazionale di Zimoff.

Ora stanno facendo un grande lavoro per aumentare la resilienza tra i gruppi di popolazione più vulnerabili, e stanno lottando affinché le persone giungano un giorno alla sovranità alimentare in un ambiente gestito correttamente.

Zimoff spera che un giorno le politiche nazionali non solo arrivino ad integrare l’agroecologia ed i sistemi di semenze gestiti dagli agricoltori, ma anche la Dichiarazione ONU per i Diritti dei Contadini.

Ecolise

Vincitore in puro stile della categoria Influence projects, Ecolise sta avendo un grande impatto lavorando con gruppi di tutta Europa. Questo network supporta le iniziative nate e condotte dal basso per la sostenibilità e per combattere il cambiamento climatico creando uno spazio dove le persone possono lavorare insieme.

“Siamo nel bel mezzo di un’emergenza climatica e l’opinione ampiamente condivisa dalla comunità scientifica è che l’impegno dei vari governi sia totalmente inadeguato rispetto a quello servirebbe” dice il direttore creativo di Ecolise, Eamon O’Hara.

Ecolise ritiene che per creare un futuro diverso - un futuro dove non vi siano cambiamenti climatici catastrofici - dobbiamo cambiare gli attuali modelli mondiali basati sul consumo e la concentrazione della ricchezze. Secondo il gruppo, dobbiamo invece adottare un modello che supporti la rigenerazione e una maggiore distribuzione delle ricchezze.

“Affinché questo cambiamento si avveri, è essenziale che si rafforzino i movimenti di cittadini e le iniziative dal basso” dice Eamon.

Uno dei più grandi successi del gruppo è stato il riconoscimento della Giornata Europea delle Comunità Sostenibili (EDSC), un’occasione per mostrare il lavoro che stanno svolgendo migliaia di comunità in tutta Europa. Tra gli eventi della giornata, ci sono mostre dimostrative di permacultura, proiezioni di film e open day di orti comunitari.

Attraverso questo network, Ecolise spera che le azioni dal basso su piccola scala possano insieme radunare lo slancio e portare collettivamente a qualcosa che porti un vero cambiamento.

Vuoi saperne di più sul Lush Spring Prize? Scopri qui i vincitori delle precedenti edizioni o immergiti nel mondo della rigenerazione. 

Illustrazione di David McMillan

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