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Geranio rigenerativo: dal Kenya con amore

Sai cos’è l’agricoltura rigenerativa? Scoprilo attraverso la storia affascinante dell’olio essenziale di geranio del Kenya: viene coltivato dalla cooperativa agricola ‘Mount Kenya’ nel completo rispetto dell’ambiente e delle altre colture, senza usare pesticidi né fertilizzanti chimici. Un fiore delicatissimo, con la forza di garantire uno stipendio sicuro alle persone che lo coltivano.

Cos’è l’agricoltura rigenerativa?
L’agricoltura rigenerativa è un insieme di pratiche di coltivazione che permettono di beneficiare delle proprietà della terra, senza sfruttarla né impoverirla.

Si oppone al modello di agricoltura intensiva adottato in tutto il mondo a partire dagli anni ‘50 del ‘900: il suo fine era quello di massimizzare le rese, facendo anche uso di fertilizzanti e pesticidi chimici. Una delle conseguenze di questa pratica è stato il sovrasfruttamento del suolo, con conseguente impoverimento delle sue risorse.

Chi pratica l’agricoltura rigenerativa combina pratiche tradizionali con conoscenze scientifiche d’avanguardia per dare nuova linfa vitale alla terra, agli ecosistemi e alla biodiversità, ripristinando le relazioni tra gli esseri viventi.

In poche parole, l’agricoltura rigenerativa vuole innescare un circolo virtuoso in cui la terra nutre gli esseri umani e viceversa, utilizzando esclusivamente fertilizzanti e diserbanti naturali. Nulla si distrugge, tutto si rigenera: ecco l’agricoltura del futuro.

Un esempio di rigenerazione: il geranio del Kenya
Una parte dell’olio essenziale di geranio contenuto nei nostri prodotti proviene dal Kenya: viene ricavato tramite distillazione da una specie aromatica di geranio - il «Bourbon» - coltivato in modo sostenibile senza sostanze chimiche dalle comunità agricole ‘Mount Kenya’.

Oltre a rappresentare un guadagno sicuro per gli agricoltori locali, il geranio ha un impatto positivo sull’ambiente: infatti il geranio può essere consociato ad altre colture, come il granturco e i fagioli. Non solo: le coltivazioni di geranio resistono bene alla siccità, non hanno bisogno di coadiuvanti chimici né di troppa acqua.

«Abbiamo notato che il geranio fa bene anche ad altre coltivazioni», racconta un membro della cooperativa, «tipo il granturco e i fagioli; infatti, con il loro suo profumo, le piante di geranio hanno il potere di scacciare i parassiti delle altre piante». Questo è un perfetto esempio di circolo virtuoso-rigenerativo.

Nelle zone del Kenya dove non arrivano gli impianti di irrigazione è impossibile piantare cavoli o carote: si può però piantare il geranio, proprio perché cresce anche con poca acqua. In più, il geranio rappresenta un guadagno sicuro, anche perché non ci sono intermediari.

«Sono 20 anni che faccio questo mestiere», afferma un altro coltivatore della cooperativa, «ma ho avviato coltivazioni di geranio solo nel 2014. È stato un amico a parlarmene, e così me ne sono interessato e ho seguito dei corsi di formazione. In poche parole, questo è il concetto di rigenerazione: ricicli tutto ciò che usi trasformandolo in nutrimento per il suolo, è un processo a rifiuti zero».

Una volta sbocciati i fiori, i coltivatori tagliano la parte fuori terra delle piante e la pesano, per portarla nello stabilimento di lavorazione, dove viene estratto l’olio essenziale… ha un profumo fresco di rose appena sbocciate.

Oltre ad essere apprezzato per i suoi effetti equilibranti e tonificanti sulla pelle, l’olio essenziale di geranio è a tutti gli effetti un ingrediente rigenerativo: viene coltivato nel completo rispetto della natura, aiuta altre colture a crescere più sane e garantisce allo stesso tempo uno stipendio sicuro alle persone della cooperativa. Vuoi conoscere gli altri benefici del geranio? Scoprili qui!

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