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L’utopia di un mondo senza packaging

La minaccia della plastica usa e getta sta emergendo a una velocità sorprendente, tanto che la Ellen MacArtur Foundation sostiene che «entro il 2050 l’oceano ospiterà più plastica che pesci».

In passato, le persone usavano tantissimi materiali naturali per confezionare e trasportare le cose. Di regola, quando si faceva la spesa si riempivano scatole, contenitori di vario tipo (tra cui ceste in vimini, per esempio) o comunque si utilizzavano confezioni ridotte al minimo e a basso impatto. Guardando al nostro futuro, possiamo imparare tanto dalle abitudini dei nostri nonni. Come sarebbe un mondo con pochissimo packaging e senza plastica usa e getta? In realtà potrebbe molto meno difficile da realizzare di quanto potresti pensare.

Ore 6:45

I primi raggi di sole accarezzano il cuscino, dandomi la giusta carica per affrontare una nuova giornata. Metto i piedi fuori dalle coperte e via, verso il bagno. Puccio il mio spazzolino di legno nel barattolo di vetro del dentifricio in polvere. Mi lavo i denti contemplando il nuovo giorno (e tenendo chiuso il rubinetto dell’acqua!). Corro in doccia e mi passo sui capelli lo shampoo solido, godendomi il suo fresco profumo di limone avvolto dal tepore dell’acqua.

Ore 7:00

Fare colazione è davvero un attimo: latte di mandorla e fiocchi d’avena. Li mescolo, poco prima di guarnirli con le dolcissime fragole che ho coltivato sul balcone. Mi viene in mente che dopo il lavoro devo passare in torrefazione a comprare il caffè e un po’ di cannella, quindi infilo nello zaino un paio di barattoli puliti.

Ore 8:00

Arrivato al lavoro, parcheggio la mia bici nelle rastrelliere del cortile di fronte. Fare una biciclettata di primo mattino mi dà una carica incredibile. Adoro guardare la mia nuova bici autobloccante appoggiata lì, dall’aspetto fiero e fiammante. Bellissima. E soprattutto comoda: infatti non devo più portarmi dietro nessun lucchetto. Vado nell’area ristoro dell’ufficio, c’è già una mia collega che si sta preparando una tazza fumante di caffè biologico fatto con la moka. Le sorrido e decido di farle compagnia. Il caffè l’ho già preso al bar per cui opto per il tè, ma senza bustine: la mia tazzina in ceramica e tè sfuso nella pinzetta da infusione.È delizioso.

Ore 11:00

Oh no, questa non ci voleva! Non so come sia stato possibile, ma sono riuscito a rompere il mio computer portatile. Non mi resta che prendere nota: “non appoggiare MAI la tazza accanto al computer!!”. Meno male c’è quello di scorta. Per mandare a riparare quello inondato, lo impacchetto in una delle scatole riutilizzabili con cui arriva il corriere.Oh no, questa non ci voleva! Non so come sia stato possibile, ma sono riuscito a rompere il mio computer portatile. Non mi resta che prendere nota: “non appoggiare MAI la tazza accanto al computer!!”. Meno male c’è quello di scorta. Per mandare a riparare quello inondato, lo impacchetto in una delle scatole riutilizzabili con cui arriva il corriere.

Ore 13:00

Pausa pranzo. L’altra sera erano avanzati un po’ di fusilli di kamut con sugo di agretti e panna di soia. Ogni tanto mi piace trattarmi bene: li avevo insaporiti con un buon formaggio veg! Apro il barattolo di vetro e verso i fusilli nel piatto in ceramica. Fuori c’è un sole che scalda il cuore, non si può non sorridere. Poco prima di riprendere a lavorare decido di concedermi una granita nella gelateria all’angolo. La chiedo in un bicchiere di vetro e tiro fuori la mia inseparabile cannuccia di metallo (la gelateria di fronte a casa invece ha delle cannucce di carta biodegradabili!).

Ore 18:00

Spengo il mio pc di scorta, esco dall’ufficio e inforco la bici. Mi fermo in una delle botteghe che preferisco lungo la via. «Buonasera! Mi scusi», domando al ragazzo che lavora lì, «Mi potrebbe dare due etti di caffè e mezzo di cannella? Ecco qui i barattoli. Grazie mille». Pago, saluto e infilo i barattoli nella borsa di cotone.

Ore 20:00

Per cena, nulla di elaborato. Nel negozio «alla spina» sotto casa vado a prendermi un po’ di riso basmati per domani sera. Ne ha di tantissime qualità, mi piace l’idea di riempire i miei sacchetti e sistemarlo nei barattoli della credenza per tenere tutto in ordine e non sprecare nulla. Nel negozio vendono anche la verdura senza confezioni di alcun genere. Top.

Ore 22:15

Prima di andare a letto, una bella tazza di camomilla: riempio l’infusore e scaldo l’acqua. Sorseggiandola, inizio a leggere il libro preso in prestito nella biblioteca del quartiere. Una meraviglia!

 

 

 

 

 

 

 

 

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