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My Body My Rules! Perché il tour europeo di Harnaam Kaur?

“Se ce l’hai, mettilo in mostra!” è una frase che molte persone usano per celebrare il proprio corpo in tutta la sua gloria di fronte al mondo e a milioni di persone sui social media. Alla maggior parte delle persone risulta facile vivere secondo questo concetto, ma ce ne sono molte là fuori che lottano con l’idea che possano semplicemente amare il proprio corpo.

Crescendo, ricordo i giorni in cui sfogliando riviste femminili venivo bombardata da immagini di modelle che sfoggiavano un corpo “ideale”, foto-ritoccato; sapendo che non avrei mai avuto l’aspetto di quelle donne che comparivano spesso e volentieri su varie affissioni, campagne pubblicitarie, in TV e sulle riviste. La fiducia in me stessa e la mia autostima sono state danneggiate. Era già abbastanza dura essere una Punjabi di prima generazione nata in Inghilterra, non parliamo dell’inserimento nei vari gruppi. Ero pure tormentata dalle immagini di corpi con forme e misure che non avrei mai potuto avere. Posso dire con estrema sincerità che non mi sono mai sentita a mio agio; il mio corpo poi è stato “benedetto” con la pubertà, quando sul labbro superiore sono spuntati i primi peli.

Nel periodo della scuola ero letteralmente tormentata dalla quantità di peli che stavano comparendo nelle tempie. Non ho mai veramente afferrato perché avessi un aspetto così diverso dalle altre ragazzine attorno a me. “Hai la PCOS (Sindrome dell’Ovaio Policistico)” mi hanno comunicato i medici dopo diverse analisi del sangue ed ecografie alle ovaie. La Sindrome dell’Ovaio Policistico - abbreviato in PCOS - è una patologia che affligge 1 donna su 5 (statisticamente, la PCOS colpisce circa il 5-20% della popolazione femminile in età fertile).

Numerosi sono i problemi connessi alla PCOS: per esempio, un ciclo mestruale irregolare, spesso causa di infertilità, un’eccessiva produzione di sebo (e quindi l’acne), un eccessivo livello di androgeni (responsabili della crescita di peli sul corpo), alopecia androgenetica, diabete, problemi epatici e cardiologici; la PCOS non solo modifica il corpo, ma ha anche ripercussioni sulla salute emotiva e sulla qualità di vita di una persona.

Bullismo e body shaming nei miei confronti sono iniziati a causa del mio aumento di peso (legato alla PCOS e agli squilibri ormonali che causa). Le persone hanno poi iniziato a stigmatizzarmi per via dei peli corporei. Averli è il motivo per cui ancora le persone mi tormentano, ed è una cosa che dovrò sopportare per il resto della mia vita. Ora che sono una donna adulta riesco a farmi carico di tutto questo piuttosto bene. Ma da bambina essere vittima di bullismo ha reso i miei giorni a scuola un vero e proprio inferno.

Sono caduta in depressione, soffrivo di una forte ansia sociale, non avevo alcuna fiducia in me stessa né autostima; ho anche tentato il suicidio.

Ma all’età di 16 anni, ho preso la decisione consapevole di essere felice. Sono estremamente testarda e ho deciso di lasciar crescere la barba. Praticamente una grossa, bellissima, barba lucente che amo. Non puoi far contenti tutti e io ho dovuto combattere contro le opinioni dei miei cari, che non erano d’accordo con il fatto che io mi lasciassi crescere la barba. A volte ciò che i tuoi cari vogliono per te non è quello che tu vuoi per te stesso; non è necessariamente il meglio per te.

Credo che la mia storia possa toccare le corde di molti cuori. Ci sono troppe persone che soffrono in silenzio. Devo essere forte abbastanza, sicura abbastanza per parlare anche per loro e offrire il mio aiuto motivando le persone le persone a raggiungere una qualità di vita migliore.

Come speaker motivazionale, sono abbastanza fortunata: parlo ai bambini nelle scuole, in conferenze e molti altri eventi. Le reazioni da parte del pubblico solitamente sono piuttosto positive – moltissime persone hanno anche il mio stesso disturbo. La parte migliore di essere me è essere in grado di toccare la vita delle persone e mostrar loro che c’è un modo migliore di vivere. La mia vita adesso è dedicata ad aggiungere valore alla società, affinché le persone sappiano che possono essere felici nella propria pelle.

Purtroppo siamo stati programmati per vedere immagini che ci vengono presentate come verità rivelate, ci hanno affibbiato delle etichette. Il risultato? La percezione che abbiamo del corpo e della nostra stessa autostima sono state danneggiate.            

Trovo molto importante rappresentare la diversità: il desiderio di vedere qualcuno come me in TV o sulle riviste cresceva. Ho realizzato che per far sì che questo accadesse, dovevo uscire e rappresentare le persone come me.

Mio il corpo, mie le regole (My body, my rules) è il motto secondo il quale vivo ed è anche la campagna in corso che porterò in tour nei miei viaggi in Germania, Olanda e Italia. La campagna si propone di rimuovere gli stereotipi di genere e i canoni di bellezza imposti dal genere umano.

Puntare il dito contro la società è stato un processo radicale: questo è il mio modo di essere e io scelgo di essere così. Ho combattuto molto duramente per essere la persona che sono oggi, e intendo decorare il mio corpo e averne cura nel modo in cui desidero. Non vedo l’ora di portare questa mentalità e attitudine liberatoria al pubblico europeo, nella speranza di motivare le persone a prendere in mano la propria vita, essere artefici della propria felicità e perseguire i propri obiettivi.

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