IN PRIMO PIANO

Parlare e scrivere di profumi: una sfida emozionale

Come si può catturare l’essenza di una fragranza e le sensazioni che ti dà quando la indossi? Prima di tutto, sviluppando un vocabolario dei profumi tutto tuo. Parola di Sue Kim.

 

Una delle sfide più grandi che s’incontrano nello scrivere di profumi è trovare un linguaggio comune per descrivere quello che il tuo naso sta annusando. Così come avviene per tutte le forme d’arte, l’interpretazione sarà diversa in base al pubblico (varia in base al naso, appunto). Quindi trovare una descrizione univoca che traduca a parole l’arte del profumo è sempre una lotta piuttosto difficile. Mi sono sempre chiesta: perché?

 

Quando ho iniziato a parlare di profumi con gli amici, mi riferivo al profumo associandolo a una categoria di appartenenza. Per esempio: “Oh, questo ha note molto fresche ed erbacee” oppure “questo è molto floreale”. All’inizio non avevo ancora sviluppato un vocabolario idoneo per descriverli. Dopo vari scambi d’opinione con altre persone e leggendo costantemente di profumi, il mio vocabolario è nettamente migliorato: così, parlare di ciò che stavo annusando era diventato molto più semplice.

 

Ma avere a disposizione le parole giuste per descrivere un odore significa poter discutere di fragranze con cognizione di causa? Anche con un vocabolario più ampio, tutto risultava troppo monodimensionale: ci si fermava alle singole note e componenti, anziché parlare compiutamente di qualcosa così carico di emozioni. Amare la profumeria va ben oltre la scelta dei singoli oli essenziali; ragionare su un elenco di ingredienti non è sufficiente per stabilire se conosci il contenuto di quel profumo. Questo non basta per definirsi esperti di profumi.

 

Quando il mio cervello ha terminato di analizzare il contenuto di un profumo, inizia la vera sfida: descrivere come mi ha fatta sentire all’inizio. Dopotutto, la vera bellezza di un profumo sta nel momento in cui lo proviamo la prima volta e - per me - nella capacità di comunicare agli altri le emozioni che suscita.

 

Forse una mente analitica come la mia rende l’intero processo molto difficile - ho riflettuto su un aspetto: forse dovrei smetterla di sezionare ogni singola nota in modo quasi chirurgico e godermi la creazione finale? Penso che molti degli ostacoli che s’incontrano nel parlare di profumi, siano gli stessi che riscontrano persone con altri interessi, tipo i sommelier. Mi sono avventurata di recente nel mondo dei vini pregiati e - devo dire - parlarne è molto impegnativo. Ho iniziato a comportarmi come farei di fronte ai profumi, ma con le papille gustative, cercando di identificare i sentori di frutta e le varie sfumature. Così come accade per i profumi, l’ampia scelta di vini che oggi hanno i consumatori crea un ostacolo (o percorsi nuovi) all’esplorazione. Dipende dai punti di vista.

 

Mi piace che non sia il prezzo a determinare quanto mi piace un prodotto (vino o profumo che sia), ma comunque parlare delle complessità di un vino è la stessa sfida che riscontro con i profumi. Per cui ho l’impressione che parlare di profumi - o di vini - non stia nella conoscenza di com’è fatto il prodotto ma nell’esprimere l’impatto emotivo che ha su di noi.  

 

Mi chiedo: quante persone la vivono allo stesso modo? Perché l’industria del profumo ci richiede di parlarne in modo così scientifico, quando uno dei motivi più travolgenti di fascino - che ci piaccia o no - è proprio quello di evocare emozioni?

 

Perché non riusciamo a parlare di profumi nel modo in cui discutiamo di musica? Personalmente, non ho mai sezionato una canzone nei suoi singoli accordi o in base alla sua tonalità. Per quanto riguarda i profumi, ecco, c’è ancora la bizzarra necessità di dimostrare prima di tutto la tua preparazione.  

 

Il miglior modo per parlare di profumi è essere aperti nell’esprimere le proprie emozioni: questa credo sia la vera sfida. Riusciresti mai a parlare apertamente della tua prima delusione d’amore e del perché un profumo ricordi proprio quella persona? Sapresti parlare del profumo che si trovava sul comodino della nonna senza essere assalito dal dolore di averla perduta?  

 

Ovviamente i profumi riportano a galla anche i ricordi belli. Quindi quando una fragranza ti suscita questo, cerca di condividerlo e rendile giustizia in quanto è, a tutti gli effetti, il mezzo per esprimere i tuoi sentimenti. È un dialogo da tenere con noi stessi, prima di poter parlarne con le altre persone. Quando sarai riuscito ad avere un dialogo con il tuo “io”, il tuo vocabolario dei profumi diventerà in tempi brevi molto più ricco e schietto. In questo modo aiuterà le altre persone a capire quali sensazioni suscita una determinata fragranza.

 

Sue Kim, coreana-americana, è un’entusiasta dei profumi che attualmente vive nel Regno Unito. Puoi spesso trovarla a Londra, mentre gestisce tour legati alla perfume experience o in occasione di eventi dedicati ai profumi (ovviamente).

 

Il modo migliore per parlare di profumo è essere aperti nell’esprimere le proprie emozioni. Questa è la vera sfida.

Commenti (0)
0 Commenti