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Perché sovranità alimentare?

“La sovranità alimentare è il diritto dei popoli di accedere ad alimenti sani e culturalmente adeguati prodotti con metodi ecologici e sostenibili, e il loro diritto di definire in prima persona i sistemi alimentari e agricoli senza dare la precedenza ai profitti delle multinazionali”.

Dichiarazione di Nyéléni, La Via Campesina, Sélingué, Mali, 2007

Nella natura esistono schemi ciclici che ci aiutano a comprendere gli schemi ripetitivi della storia. A causa della fame di potere e dell'avidità, gli individui e le nazioni privilegiati hanno sfruttato, svalutato e abbrutito le terre e le risorse naturali altrui, apparentemente senza alcun rimorso o riflessione. Ciò ha portato a una prolungata disgregazione delle economie e dei sistemi alimentari.

Ad esempio, il Tobacco Dock, la sede scelta per il Lush Summit, è stato costruito 200 anni fa nella ricca zona dei Dockland di Londra, dove venivano stoccate merci di importazione quali avorio, spezie, caffè e cacao. Si trattava di merci sottratte a Paesi, economie e persone, che erano, e spesso sono ancora, innegabilmente sfruttati e oppressi. L'oppressione economica e culturale di queste terre ha quindi spinto le persone a migrare verso le città del potere coloniale. A Londra, a causa di strategie di investimento scorrette e del razzismo, le popolazioni provenienti da tali aree finivano per essere ancora più svantaggiate dal punto di vista economico.

Il Tobacco Dock si trova nel Borough of Tower Hamlets, una delle zone con la maggiore diversità razziale al mondo, ma che ancora presenta grandi divisioni in termini di accesso alla ricchezza. In questo stesso quartiere troviamo le sedi centrali delle principali banche del mondo, ma anche la più alta percentuale di bambini e pensionati in condizioni di povertà presente nel Regno Unito.

La Sala Sovranità alimentare è stata curata in collaborazione con gli attivisti per la sovranità alimentare, in particolare con coloro che provengono dai Paesi che sono stati, e sono ancora, vittime di sistemi internazionali ingiusti di coltivazione, commercio e consumo degli alimenti, e di cui la Gran Bretagna è uno dei principali responsabili. Molti attivisti, ricercatori e normali cittadini stanno contribuendo a realizzare dei cambiamenti nel modo in cui coltiviamo, lavoriamo e consumiamo il nostro cibo. I nostri laboratori ti mostreranno alcuni esempi.

Abbiamo deliberatamente scelto di promuovere i diritti dei piccoli produttori, degli attivisti per la giustizia alimentare e dei coltivatori locali. Non è stato facile. Abbiamo scoperto che i fattori alla base della povertà sono nascosti, sistemici e difficili da estirpare.

Tuttavia, i creatori di questo spazio hanno deciso di raccogliere la sfida e di dare la priorità a queste persone e alle loro storie rispetto alle voci della classe borghese maschile e bianca che vengono solitamente imposte, nella speranza di darti un'idea della composizione e del funzionamento dei nostri sistemi alimentari.

Photographs courtesy of Global Justice Now.

I nostri collaboratori sono

Community Centred Knowledge

May Project Gardens

Tower Hamlets Food Growing Network

Organic Lea

Abundance Sheffield

3 Acres and a Cow

Global Justice Now

Empty Cages Design

Kirsti Davies

Temujen Gunawardena

 

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