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#PlasticFreeJuly: la sostenibile leggerezza del nudo

In Italia il 13% della plastica viene disperso in natura (circa 5-10 kg a persona!) e solo il 38% va nella differenziata. Nei mesi estivi, poi, la produzione di rifiuti plastici aumenta del 30%*. Un ambiente più pulito dipende dalle scelte che facciamo ogni giorno. Vuoi diventare anche tu protagonista del cambiamento per un futuro plastic-free? Continua a leggere e scopri come.

Come riconoscere i vari tipi di plastica?

Se la conosci, sai come riciclarla! Ecco il simbolo più comune che puoi trovare negli imballaggi di plastica:

Il triangolo di frecce con numero ♻

L’avevi mai considerato? Questo simbolo indica che la confezione è riciclabile o fatta in materiale riciclato. All’interno c’è anche un numero che solitamente va da 1 a 6: a ogni cifra corrisponde un certo tipo di plastica (vedi tabella qui sotto). Se il triangolo di frecce contiene un numero uguale o superiore al 7, significa che il materiale di quella confezione non è riciclabile.

Sotto al triangolo puoi trovare anche altri codici (lettere) che identificano il tipo di plastica usata della confezione. Diamo uno sguardo più da vicino!

Numero identificativo e sigla

 

Caratteristiche del materiale

♻ 1
PET (o PETE)

 

Le sigle PET (o PETE) identificano il polietitilentereftalato, un materiale molto resistente, leggero e infrangibile, spesso utilizzato per fini alimentari (le bottiglie in plastica, per esempio). La plastica PET è riciclabile.

♻ 2
PE

 

La sigla PE identifica il polietilene, una resina termoplastica usata per la produzione di sacchetti, cassette, nastri adesivi, bottiglie, sacchi per la spazzatura ecc. Anche il polietilene è riciclabile.

♻ 3
PVC (o V)

 

La sigla PVC identifica il polivinilcloruro, un materiale termoplastico ma dalla consistenza più gommosa rispetto agli altri. Viene usato per produrre principalmente vaschette per le uova, tubazioni e pellicole isolanti. È riciclabile.

♻ 4 
PE-LD (o LDPE)

 

Le sigle PE-LD o LDPE identificano il polietilene a bassa densità. ha caratteristiche simili alle plastiche di tipo 2 ed è riciclabile

♻ 5 
PP

 

La sigla PP identifica il polipropilene (o Moplen), utilizzato di solito per produrre arredi, contenitori per alimenti, flaconi per detersivi, prodotti per l'igiene personale, moquette ecc. È riciclabile.

♻ 6 
PS

 

La sigla PS identifica il polistirene (o polistirolo), materiale spesso utilizzato per vaschette per alimenti, posate piatti ecc. È riciclabile.

dal ♻ 7 in poi 

ABS, PI o altri

 

Questa categoria raggruppa i materiali misti non separabili: plastica-carta, plastica-alluminio ecc. Nella maggior parte dei casi, non sono riciclabili.

Lo sapevi che il simbolo del triangolo di frecce è ispirato al nastro di  Möbius? È una superficie geometrica molto particolare, che non ha un dentro né un fuori, non ha un sopra e neppure un sotto. Proprio per questi motivi, viene da molti considerato il simbolo dell’infinito: infatti nel 1970 Gary Anderson, per disegnare il simbolo del riciclo e riutilizzo, si è ispirato proprio al nastro di Möbius.

Nudo è meglio

Certo, è importantissimo sapere se la plastica che utilizziamo è riciclabile o no: ne va del nostro pianeta, e quindi del nostro futuro. Ma per un ambiente più pulito e felice, la soluzione è ridurne l’uso. Ecco alcune idee, per l’estate e non solo:

  1. Evita la plastica monouso portando con te, sia in vacanza che al lavoro, la borsa di tela, le posate, la borraccia ecc.

  2. Scegli i prodotti sfusi: acquista frutta e verdura nel mercato di quartiere, sarà anche l’occasione per lasciarsi incantare da colori e profumi inebrianti!

  3. Vai a far la spesa nei negozi alla spina (porta con te le borse di tela!).

  4. Usa detersivi naturali e 100% biodegradabili come il limone, l’aceto e il bicarbonato di sodio.

  5. Passa al rasoio riutilizzabile: di’ addio al rasoio usa e getta e scegline uno che duri a lungo.

  6. Scegli prodotti nudi e senza packaging (ti seguono ovunque, sono compatti e a prova di check-in)! Se proprio vuoi comprarli in vasetto, ricordati sempre di riciclare o riutilizzare il contenitore dopo l’uso. Se il vasetto è di plastica, controlla che sia riciclabile.

  7. Evita di mangiare pesce: le reti da pesca abbandonate sono una delle più grandi cause di inquinamento da plastica nei mari.

  8. Acquista indumenti in fibra naturale: le fibre sintetiche rilasciano microplastiche che vanno direttamente nei mari. Per evitare questo problema, metti prima i vestiti in fibra sintetica dentro ad appositi sacchetti, poi in lavatrice.

  9. A cucinare comincia tu: così facendo, eviti la produzione indiretta di spazzatura. Quando vai fuori a pranzo o a cena i rifiuti non li vedi, ma ci sono eccome!

  10. Meglio la moka! Non usare cialde e capsule per il caffè (o, quantomeno, scegli quelle compostabili).

Questi sono solo alcuni consigli per ridurre l’uso di plastica: chi ben comincia è a metà dell’opera… Buon #PlasticFreeJuly!

[*Fonte dati: Stop the Plastic Flood - WWF 2019].

 

Infografica #PlasticFreeJuly
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