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Profumi che raccontano storie

Non tutte le storie iniziano con “c’era una volta”, non tutte hanno un lieto fine né uno sviluppo lineare. A volte iniziano con una nota di testa ipnotica e finiscono in un profumo dai sentori affumicati; oppure sollevano qualche perplessità, finiscono con un punto di domanda e non con una risposta. L’esperto profumiere sa benissimo come raccontare una storia con aspre sfumature di ribes nero e limone siciliano, combinandole con l’alchimia della tua pelle.

I nostri Gorilla perfumer, Mark e Simon Constantine, s’ispirano ai loro viaggi e descrivono le storie dei luoghi che hanno visitato, delle persone che hanno incontrato. A volte sono racconti crudi e reali; un bagaglio di profumi complesso, ma avvincente. Sfumature di benzina e pallet bruciati ritraggono la vita dei senzatetto di Dallas, mentre gli oli essenziali di arancia amara e rosa di Damasco parlano dei rifugiati in Libano.

“La profumeria non è che un linguaggio”, dice Mark. “Si tratta di imparare a trasformare le parole in odori. Nel momento in cui rendi una parola profumo, non la dimentichi più. È piacevole essere circondati di poesia e belle parole, sono come oli essenziali o prodotti meravigliosi. Per noi la profumeria è il racconto di cose che ci sono accadute, o alle quali ci sentiamo emotivamente vicini”.

Simon, suo figlio e collega, è d’accordo con lui: “I Gorilla sono solo un mezzo per creare cose interessanti e piene di significati attraverso il profumo. Nella nostra famiglia, siamo tutti pessimi musicisti. È difficile trovare un modo per esprimersi, e la profumeria sembra essere stata assorbita dalle grandi marche come strumento commerciale. È stato bello pensare ‘Sì, possiamo farlo’. Nessuno là fuori sta provando a fare profumi con spirito artistico”.

Ritratti di profumi

Per entrambi, il profumo è profondamente personale. Una delle prime fragranze che Simon ha creato per Lush è stata per la sua bambina. “Imogen Rose, spiega, parla di purezza. “Volevo cogliere il vero profumo delle rose campestri. Dopo aver viaggiato tra Turchia e Bulgaria nei luoghi in cui si coltivano le rose, non sono mai più riuscito a trovare lo stesso profumo comprando rose nella grande distribuzione. Volevo coniugare il profumo delle rose nei campi alla sensazione che si prova quando si ha una bambina piccola. L’odore della pelle morbida e di talco per bambini”. Anni dopo, la sua seconda figlia Amelie Mae avrebbe chiesto al padre un profumo tutto per sé fatto con una base di lamponi, rose, fiori e lavanda.

Mark ha creato anche dei veri e propri ritratti con i profumi, molti dei quali dedicati al padre che se n’era andato di casa quando lui era ancora piccolo. Dear John - una miscela complessa di tabacco, caffè e lime - è l’inno all’idea di come un padre dovrebbe essere: accogliente, affettuoso e rassicurante. Mark spiega: “Ci sono voluti diversi anni per perfezionarlo. Tutto è iniziato da un semplice accordo di oli essenziali di pino e lime, passando poi attraverso una fase di intuizioni. Infine, lavorandoci ancora, Dear John ha assunto un carattere ancora più personale. Dear John sa veramente di uomo, di un uomo che ci tiene, che si prende cura delle persone che ama, che ha fiducia in sé. Così, mi sono improvvisamente reso conto che quello era l’odore che immaginavo avrebbe avuto mio padre. È stato il profumo che mi ha dato la sicurezza di potermi definire profumiere”.

A distanza di anni, dopo la riconciliazione e la morte improvvisa del padre in Sud Africa, Mark si è sentito nuovamente in dovere di creare una fragranza in suo nome. Spiega: “Dad’s Garden – Lemon Tree ha avuto inizio con la morte di mio padre, durante il mio ritorno dal suo funerale: avevo alcune foglie del suo giardino tra le mani, dalle quali avrei voluto creare un profumo. Lo conoscevo solo da sei settimane. Non avendo un’idea chiara di come esprimere i miei sentimenti ho creato quel profumo. È un’elegia dolceamara: con tutto l’acidulo di lime e limone, ma dolce sulla pelle”.

Altri momenti dolorosi si sono poi tramutati nei profumi di Mark. Over And Over, per esempio, una miscela pungente e vibrante di lime e bergamotto è di fatto la riflessione su un’amicizia finita. Spiega: “Contiene olio essenziale di lime e bergamotto, oltre a finocchio e cipresso: una bella botta, insomma. E poi il coriandolo: infatti, la persona a cui è dedicato, ripetendo le cose all’infinito, è noioso quanto il coriandolo. Poi ho aggiunto due profumazioni sintetiche che secondo me sono sprezzanti. E infine iris bianco per aggiungere un opaco tocco di leggerezza. Malgrado tutto è ancora un buon profumo, questo è il problema”.

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Ingredienti ‘semplici’, vere emozioni

In un mercato invaso da prodotti chimici a buon mercato, l’esperienza di Simon come buyer di ingredienti Lush ha reso i Gorilla perfume un antidoto agli anonimi profumi industriali. “Cosa significa corsa al ribasso dei prezzi? Che la bottiglia fashion che compri al duty free dell’aeroporto, solitamente, è la cosa più cara di tutte”, spiega. “Il liquido chiaro all’interno di quella bottiglia è un mix di sintetici a basso costo - quasi delle ‘fotocopie della natura’ - con una discreta somiglianza agli originali. Queste sostanze chimiche, se usate con moderazione, sono preziose. Ma per tagliare i costi, oggi, l’industria del profumo dipende totalmente da loro. Risultato? I profumi ‘di massa’ sono deboli sia dal punto di vista olfattivo che a livello creativo”.

Di contro, l’uso che Mark e Simon fanno dei migliori oli essenziali risveglia in noi le reazioni primarie a quelle piante e a quei fiori che per secoli sono stati utilizzati sia in medicina che in aromaterapia. E senza fare troppo affidamento sui sintetici, i Gorilla hanno un odore diverso dalle versioni commerciali contenenti gli stessi ingredienti. “Sia io che mio padre amiamo usare ingredienti ‘scabrosi’ spiega Simon, “che sia l’erotico gelsomino, o le note affumicate di sandalo e vetiver. Buona parte di ciò che ci attrae della profumeria è la strada segreta che porta nel subconscio, attraverso la complessità di oli essenziali naturali ed essenze assolute”.

Prendi Orange Blossom, ad esempio - un profumo particolare che Simon ha creato dopo una vacanza col padre nel Mediterraneo. “È a base di neroli, l’albero dell’arancia amara che di quella dolce,” spiega Mark. “Ma anche con l’arancia dolce si sente ancora questa nota un po’ rude. A piacermi, è proprio la ruvidezza di questo profumo. Ruvido in superficie, impetuoso nei modi e sopra le righe. Sarebbe semplice creare un Orange Blossom vanigliato, ma non è questo il caso. Ed è perché usiamo tantissima essenza assoluta d’arancia, cosa inusuale proprio per la sua nota rude molto caratteristica. Le persone di solito cercano di attenuarla”.

Cocktail - un’ode alla profumeria francese con ylang ylang, rosa e gelsomino - è uno dei suoi preferiti per mostrare il potere degli oli essenziali. “Davanti al profumo non ci sono difese,” dice. “Se è davvero speciale, sei fregato. Se prendi un profumo davvero buono come Cocktail, è così potente che può fare di te ciò che vuole e non c’è modo di sfuggirgli.

“Ciò che amo dei profumi naturali è questo: mi danno l’opportunità di spiegare il perché vanno sempre provati sulla pelle, prima, per sentirli nel modo corretto. Posso mettere Cocktail su dieci persone e garantire che sarà diverso su ognuno di loro. Una volta l’ho messo a una ragazza ed era il profumo più buono che abbia mai sentito in vita mia. Mi è rimasto così impresso che sono ancora in analisi”.

 

Quando la personalità incontra il senso pratico

Tuttavia quando si tratta di vendere profumi, l’amore per le materie prime i processi non è sufficiente, spiega Emma Dick, Lush perfumer. “Quando un profumo deve essere messo in un prodotto”, dice, “devo prendere in considerazione come sta. Può avere delle meravigliose note di testa agrumate che nel prodotto, però, possono perdersi. Quindi, devo prima creare una base”.

Col suo passato di buyer di oli essenziali, la Lush perfumer Emma Dick si affida regolarmente alla sua conoscenza di questi ingredienti - e le sue papille gustative - per creare i propri profumi. Spiega: “Quando ho creato Plum Rain, ho mangiato un intero cestino di prugne. Mi piace pensare di essere brava nel riprodurre il sapore di qualcosa attraverso un profumo”.

Si tratta anche di lavorare con concetti astratti e opinioni. “Come posso capire quando un profumo è finito? “Sembrerà strano, ma quando Mark annusa qualcosa riesce a vederne la forma. Mentre quando annuso qualcosa io, la vedo a colori. Quindi Mark annuserà qualcosa e dirà ‘è troppo corta’ o ‘le manca una base” ma io saprò di cosa sta parlando.”

È d’accordo sul fatto che le emozioni siano la chiave per creare profumi: “Finché senti qualcosa, che tu sia arrabbiato o felice, generalmente ne uscirà qualcosa di buono. L’olfatto è uno dei nostri sensi più potenti. Puoi sentire il profumo di qualcosa nell’aria o l’odore di un prodotto, e questo genererà immediatamente una risposta emotiva dentro di te”.

Simon è d’accordo. “Il profumo ha l’incredibile capacità di oltrepassare le nostre difese emotive e accedere a memorie e sentimenti da tempo dimenticati. Se tocchi la corda giusta (o l’accordo, come diciamo noi profumieri), puoi riportare indietro una persona amata che non c’è più o un momento della tua infanzia perso nei meandri del tuo subconscio. È un mezzo estremamente potente, più di tante altre forme d’arte, io credo. Forse è questo che ci frena quando esploriamo le fragranze in modo ancora più creativo e approfondito. Che sia troppo reale?”.

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