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Soapbox: Informatici Senza Frontiere per la democrazia digitale, contro il Digital Divide

In linea di massima il divario digitale segue a ruota altre forme di esclusione, marginalità, o difficoltà sociale. Tuttavia, se vi chiedessimo di provvedere alla pulizia del registro di sistema oppure di rimuovere alcuni pacchetti del sistema operativo del vostro PC, come vi comportereste? Purtroppo l’informatica e la rete, nate con potenzialità enormi in termini di crescita della collettività degli utilizzatori, si stanno trasformando in sistemi di consumo sempre più usa-e-getta e sempre meno consapevole con rischi per la nostra privacy, perdite per le nostre tasche e danni per l’ambiente.

Il Digital Divide è il gap tra quanti dovrebbero accedere alle tecnologie dell’informazione (hardware, software e connettività) e quanti effettivamente vi accedono. Tale gap viene comunemente inteso in termini quantitativi: una prospettiva che non lo rende del tutto visibile, soprattutto oggigiorno che è difficilissimo lavorare o comunicare senza usare un processore.

Se invece contempliamo l’aspetto qualitativo del gap, le cose stanno in modo del tutto diverso.

Un’enfasi eccessiva e immotivata, ad esempio, intorno ai cosiddetti “nativi digitali” ci induce ad esempio a ritenere che chi è nato negli ultimi quindici/vent’anni sia naturalmente propenso all’uso consapevole e appropriato di un computer o di un cellulare. Non è così e le ultime cronache sul cyberbullismo tra giovani ne sono la lampante testimonianza.

È pur vero che in linea di massima il divario digitale segue a ruota altre forme di esclusione, marginalità, o difficoltà sociale. Chi ha problemi fisici, ad esempio di disabilità o età avanzata, o problemi socioeconomici, come alcune fasce di immigrati, o ancora problemi legati ai pregiudizi culturali, come nel caso dello stereotipo che vede le donne inadatte alle scienze dure e alle materie tecnologiche, molto spesso risente anche de divario digitale. Tuttavia, se vi chiedessimo di provvedere alla pulizia del registro di sistema oppure di rimuovere alcuni pacchetti del sistema operativo del vostro PC, come vi comportereste?

Purtroppo l’informatica e la rete, nate con potenzialità enormi in termini di crescita della collettività degli utilizzatori, si stanno trasformando in sistemi di consumo sempre più usa-e-getta e sempre meno consapevole con rischi per la nostra privacy, perdite per le nostre tasche e danni per l’ambiente.

Informatici Senza Frontiere dal 2005 ha deciso di combattere tutto questo iniziando dapprima con corsi di alfabetizzazione digitale per rendere accessibili le nuove tecnologie alle comunità che ancora non erano fornite; le varie sezioni regionali negli anni hanno poi approfondito il problema del divario digitale nelle sue molteplici declinazioni proponendo progetti anche innovativi e meritevoli di riconoscimenti. Si va quindi dal progetto Open Hospital (tra i Champion del WSIS Prizes 2016, premio mondiale dell’agenzia dell’ONU per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione) che supporta gli ambiti clinici con la gestione informatizzata dei dati ospedalieri, ai seminari formativi rivolti a genitori e docenti per aiutarli a prevenire il coinvolgimento dei figli in fenomeni di bullismo (oltre che in altri pericoli che si annidano nel web), ai percorsi tattili di Sensoltre (coadiuvati dalle tecnologie NFC) fino al TrashWare che, nel contrastare l’obsolescenza programmata, fa letteralmente toccare con mano gli “organi interni” dei nostri dispositivi di uso quotidiano per ricondizionarli.

È chiaro che la continua evoluzione delle nuove tecnologie, dettata più da input commerciali che non da necessità euristiche, richiede da parte di tutti noi il desiderio di non accontentarsi di tutto ciò che ci viene servito (o quantomeno: “venduto”) come pronto all’uso. Curiosità, ma anche responsabilità nell’uso, tanto dei dispositivi che delle materie prime con cui vengono costruiti (materie spesse prelevate dai paesi più poveri con modalità tutt’altro che eque e solidali) dovrebbero orientarci a un uso parsimonioso e lungimirante delle possibilità di cui beneficiamo come abitanti dei paesi ad economia avanzata. Allo stesso modo questo circuito virtuoso dovrebbe chiudersi con la minima produzione possibile di rifiuti elettronici e informatici in un’ottica anche di contrasto al fenomeno delle discariche a cielo aperto che danneggia non solo gli ecosistemi riceventi ma anche le popolazioni maggiormente esposte al divario digitale di cui dicevamo in apertura.

Per tutti questi motivi tra gli obiettivi della nostra associazione c’è quello di formare i formatori, cioè potenziare il sapere e il saper fare di alcuni esponenti delle comunità affette da maggior divario (tanto in Italia che all’estero) affinché essi siano in grado di proseguire autonomamente e solidalmente lo stesso tipo di attività anche una volta concluso il progetto che l’associazione ha promosso a titolo volontario.

www.informaticisenzafrontiere.org

La libertà di pensiero è un diritto fondamentale da tutelare. Con la nostra SOAPBOX diamo la parola ad altri per conoscere la loro visione del mondo.

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