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Soapbox: MedFever - l’osservatorio volontario dei subacquei per monitorare il riscaldamento del mare

Il mare è il termosifone del Pianeta, una grande riserva di calore che fornisce energia al clima. A volte anche troppa: estati sempre più roventi riscaldano il Mediterraneo e innescano temporali sempre più forti, rovesci che diventano bombe d’acqua se non addirittura cicloni mediterranei.  Ma quanto è caldo il Mediterraneo?

Dallo spazio i satelliti stimano in modo abbastanza preciso la temperatura del mare, ma i sensori si fermano in superficie. Poco o nulla si sa di quanto accada sui fondali: pochissimi i termometri posizionati sott’acqua in tutto il Mediterraneo, perché molte sono le difficoltà intrinseche per i ricercatori di accedere in quell’ambiente.

Una difficoltà che non hanno istruttori e guide subacquee di dieci centri immersione, volontari del progetto MedFever, che installeranno nel Mar Tirreno una rete di sensori che ogni quarto d’ora registrerà la temperatura del mare, a varie profondità. L’iniziativa è stata annunciata il 22 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Terra 2021.

Una rete di sensori per affrontare i cambiamenti climatici
L’idea di questa rete di monitoraggio ‘volontario’ nasce da MedSharks, organizzazione che da cinque anni registra costantemente le temperature in un’oasi sottomarina nel Golfo di Napoli. Negli anni questi dati, raccolti per lo studio del piccolo squalo gattopardo, hanno aperto a oceanografi e biologi una prospettiva pressocché inedita su quanto accade sotto il pelo dell’acqua: chi studia le correnti ha individuato onde di calore propagarsi in mare; chi si occupa del riscaldamento climatico ha trovato un registro prezioso per comprendere le cause, o concause, delle sempre più frequenti morie di mandrepore e gorgonie.

“Così, insieme ai centri immersione, è nata l’idea di replicare questa piccola stazione di rilevamento in tutto il Tirreno per poi, gradualmente, estenderci agli altri mari italiani” spiega Eleonora de Sabata, coordinatrice del progetto. Grazie all’entusiasmo di dieci diving center e il supporto di Lush, che ha contribuito all’acquisto dei termometri, la rete MedFever avrà stazioni in Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, con subacquei-sentinelle pronte a cogliere, registrare e segnalare ogni cambiamento anomalo sui fondali.

"Una rete di termometri marini in siti costieri strategici nel mar Tirreno, che consentono misure ad altissima frequenza temporale, rappresenta uno strumento di indagine ambientale di estrema importanza” conferma Ernesto Napolitano, oceanografo dell’ENEA coinvolto in MedFever. I dati raccolti confluiranno nella rete pubblica T-MEDNet e consentiranno ai ricercatori di ogni specializzazione di osservare e comprendere meglio fenomeni di dinamica costiera di estrema importanza anche per l'ecosistema locale.

Monitorare il mare per tutelare la terra

Quando il mare è troppo caldo, a terra piovono guai:

  • L’aumento delle temperature del mare non solo provoca gravi impatti sulla biodiversità marina e contribuisce all’innalzamento del livello del mare, ma ha conseguenze su quanto accade in atmosfera, dove avvengono i fenomeni meteorologici.
  • Un mare caldo immagazzina e quindi immette in atmosfera una quantità enorme di energia di cui si nutrono, per nascere e crescere, nubifragi e trombe d’aria, con impatti devastanti sulla terraferma.
  • Un mare sempre più caldo contribuisce all’innalzamento del mare, perché l’acqua più calda si espande, provocando una maggiore erosione delle coste.
  • Per il futuro, a un ulteriore aumento delle emissioni di gas serra potrebbero essere associati altri mutamenti significativi rispetto al passato, come un ulteriore riscaldamento, modificazioni della quantità e del tipo delle precipitazioni, aumento del livello del mare e cambiamenti nella frequenza e nella quantità degli eventi climatici estremi (alluvioni, siccità, cicloni, ecc.).
  • Anche se la crescita delle concentrazioni dei gas-serra nell’atmosfera fosse arrestata durante questo secolo, i cambiamenti climatici e l’innalzamento del livello del mare determinati dalle passate, attuali e future attività umane continuerebbero per secoli. (fonte ISPRA).

Al progetto MedFever partecipa una rete di diving center volontari: un regalo dei subacquei alla ricerca, perché ognuno può e deve fare quanto è possibile nella lotta al cambiamento climatico. Dai propri comportamenti quotidiani all’aiutare gli scienziati a comprendere e a mostrare l’impatto dei cambiamenti climatici nel nostro mare.

#EarthDay #RestoreYourEarth

Per maggiori informazioni www.medsharks.org
22 aprile 2021

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