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SOAPBOX: Uno spazio sicuro di ascolto e accoglienza

Il Centro Alfredo Rampi Onlus con il proprio team di Psicologi delle Emergenze offre uno “spazio sicuro” di ascolto e accoglienza, in questo momento inedito di grande caos e confusione che tutti stiamo affrontando.

Per chi ha bisogno di sostegno e conforto, per chi cerca informazioni, per genitori che necessitano di indicazioni per i figli, per operatori sanitari e del soccorso (medici, infermieri, psicologi, volontari ai quali siamo particolarmente vicini per aiutarli in questi giorni di stress, rischio, fatica ecc.), i nostri Psicologi sono a disposizione per fornire un supporto umano e professionale.

Il servizio gratuito è pensato per rispondere ai bisogni di molti attraverso:

  • Linea telefonica con il Numero Verde 800.68.50.25 (Lun-Ven, ore 10-18)
  • Creazione di una chat dedicata, per chi preferisce scrivere (Lun-Ven, ore 10-18, sul sito www.centrorampi.it)
  • Opportunità di successivi colloqui Skype, a seguito del primo contatto con i nostri operatori psicologi, che potranno eventualmente indirizzare a tale servizio.

È POSSIBILE NON AVER PAURA? NO, LA PAURA È INEVITABILE

Il nostro Paese sta affrontando un periodo inedito, surreale e inimmaginabile fino a due mesi fa. L’incertezza e la paura sono tangibili e in quanto tali vanno accolte: sentimenti profondi che non possiamo negare, ma ascoltare e comprendere per poterli gradualmente trasformare in richieste d’aiuto, in consapevolezza, in forza per reagire.

La paura rappresenta un segnale importante perché allerta e spinge a prendere in considerazione il rischio a cui si potrebbe incorrere, per cercare le soluzioni di prevenzione e conseguentemente i comportamenti più idonei per la sua gestione.

Con il nostro servizio vorremmo aiutare le persone a prendersi cura delle loro paure e sofferenze, perché non diventino fattori angosciati e limitanti (portando da un verso a risposte di resa e impotenza, dall’altro a risposte maniacali di negazione e irresponsabilità) ma al contrario possano essere gradualmente a trasformate in consapevolezza e forza:

  • La paura individuale, che se non è ben gestita comincia a oltrepassare il livello di vulnerabilità psicologica personale. Soglia di vulnerabilità che è ulteriormente variabile a seconda della distanza ravvicinata o meno dai territori più contagiati.

La paura può facilmente trasformarsi in panico nei cittadini che vivono nelle zone confinate per motivi sanitari. La paura aumenta in chi si sente solo, impotente, confinato. 

Oggi siamo in molti ad avvertire il pericolo fuori la porta, da una stretta di mano, dalla vicinanza di un estraneo, dall’aria che respirano.

  • Il panico collettivo che può diffondersi nella comunità spingendola all’assalto dei supermercati, delle farmacie. Il panico si diffonde come una epidemia e come tale non va sottovalutato.
  • La paura e la sofferenza di chi è stato contagiato salgono così ad alti livelli. A queste persone, in primis, va il pensiero del Centro Alfredo Rampi. Ai contagiati di tutti i Paesi colpiti.
  • La paura dei non contagiati che vivono in quarantena, lontani da tutti e che subiscono lo scorrere lento delle ore in attesa di potersi sentire salvi e poter tornare a casa e riabbracciare i propri cari (condizione che sta di fatto investendo la vita della quasi totalità dei cittadini).
  • La preoccupazione degli operatori sanitari e del soccorso che stanno affrontando notevoli stress lavorativi per fare diagnosi in tempi rapidi e per curare i pazienti. Anche a loro il nostro pensiero e tutta la nostra gratitudine.
  • Lo stress degli operatori della Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine che sostengono i cittadini e aiutano i sanitari nelle indagini, nell’erogazione di servizi, nei soccorsi.

UN MOMENTO DI DIFFICOLTÀ PER TUTTI. COSA SI PUÒ FARE?

Accettare, accogliere la preoccupazione e la paura è la prima forma di sopravvivenza. Cercare di farne tesoro per agire in maniera adeguata.

Il primo aiuto per noi proviene da noi stessi.

La reazione psicologica è la prima risorsa di sopravvivenza.

Per questo speriamo che ai cittadini possano arrivare non solo gli aiuti medici e logistici ma anche quelli psicologici. Così come per tutti gli operatori sanitari e del soccorso.

COME PSICOLOGI ESPERTI NELLA GESTIONE DELLE EMERGENZE, CONDIVIDIAMO ALCUNI ACCORGIMENTI

1. Cercare gli “anticorpi” dentro se stessi per affrontare i sentimenti negativi. Potenziare le risorse individuali, facendo ricorso ai punti di riferimento interni utilizzando antiche difese di sopravvivenza. Non è facile, ma provarci è d’obbligo.

2. Considerare affidabili solo le informazioni fornite dagli organi competenti.

3. Non abusare in maniera spasmodica dell’ascolto H24 delle notizie trasmesse per non cedere all’angoscia. L’angoscia potrebbe neutralizzare le vitali difese psicologiche come la giusta presa di distanza dagli eventi, ecc.

4. Evitare siti e social network che diffondono fake news. Non far girare foto angoscianti.

5. Seguire gli accorgimenti indicati dagli organi competenti più o meno severi ed obbligatori in base al proprio contesto territoriale. In emergenza è bene non lasciarsi andare ad iniziative individuali, ricordare che si è parte di una comunità. Questo comporta una duplice responsabilità: da un lato rispettare con attenzione le indicazioni che arrivano dalle fonti ufficiali, ma di certo contemporaneamente trovare strade creative e nuove per approcciare alla realtà (e alle necessarie limitazioni che in questi giorni impone).

6. Comprendere la giusta dimensione e pericolosità del contagio dal Coronavirus per non entrare nel panico allucinando un “mostro mortale” pronto a colpire in ogni dove. È un rischio che può essere affrontato e gestito. La paura eccessiva è più dannosa, spesso, del pericolo in se stesso.

7. Continuare a vivere la quotidianità per quanto possibile, cercando di creare nuove abitudini e ritualità all’interno delle case.

8. Allietarsi con programmi leggeri. Continuare con i propri hobby.

9. Porsi in solidarietà con gli altri e non considerare invece l’altro, specialmente se straniero, come nemico.

10. Accettare l’imprevedibilità. Ogni giorno si convive con situazioni di rischi differenti eppure si va avanti affrontando la quotidianità.

11. Prendere atto che, in ogni caso, si è nel pieno dei contagi influenzali e quindi non spaventarsi al primo colpo di tosse o raffreddore nostro o altrui.

12. Assumersi il dovere come adulti di gestire le proprie ansie per essere in grado anche come genitori di parlare con i propri figli di questa situazione momentanea difficile. Cercare di farlo con chiarezza e dandone il giusto peso, utilizzando un linguaggio adatto all’età dei figli.

13. Ricordarsi degli anziani, probabilmente la fascia più fragile per la ripresa da un eventuale contagio.

Sono sospese alcune attività, non è sospesa la vita. Oggi siamo chiamati a modificare, almeno momentaneamente, alcuni stili e abitudini di vita: sapremo farlo prontamente, come solo i popoli civili e resilienti come il nostro sanno fare. E questo ci aiuterà ad apprezzare quello che abbiamo nel quotidiano e che talvolta diamo per scontato.

La nostra storia ci insegna che di fronte a tutte le situazioni difficili ed emergenziali, siamo sempre riusciti a trovare soluzioni originali, nel sostegno reciproco, nel sano umorismo, nella solidarietà, nella tenacia, nella fede (in Dio e/o nell’altro: i cari, le comunità di appartenenza, la rete di volontari e professionisti del soccorso, della cura e della protezione civile, le figure sanitarie e la comunità scientifica…).

Con questo spirito di coesione e supporto, riusciremo a superare le insicurezze e i tanti disagi.

SAPER CHIEDERE AIUTO, SEGNO DI FORZA

Il nostro Pronto Soccorso Psicologico, partito in via sperimentale, sta accogliendo molte richieste e questo è indice del bisogno di sostegno per tanti, ma anche della consapevolezza della preziosità del saper chiedere aiuto...

Infatti chiedere aiuto, in questi frangenti, non è un segnale di debolezza, ma di grande coraggio e consapevolezza: il coraggio e la libertà di ammettere i propri limiti, la consapevolezza del potere delle relazioni e del supporto sociale (ancora più valido se ricercato presso persone e istituzioni qualificate, in un momento di grande confusione e diffusione di fake news).

Per questi motivi, abbiamo deciso di offrire questo servizio specialistico di informazione e supporto psicologico per quanti ne sentissero il bisogno sul territorio nazionale.

Marzo 2020

 

La libertà di pensiero è un diritto fondamentale che è bene tutelare. Nella nostra SOAPBOX diamo la parola ad altri per conoscere la loro visione del mondo.

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