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Uno sciopero per il clima!

Miles King, ambientalista e fondatore di People Need Nature, è rimasto toccato dai bambini che si assentono da scuola nel tentativo di denunciare le responsabilità dei politici nella crisi climatica e vuole veder crescere questo movimento a tal punto che nessuno - governi, opinione pubblica, media - lo possa più ignorare.

 

È solo febbraio ma fa già caldo (almeno al riparo dal vento). Trenta o quarant’anni fa, a metà febbraio eravamo nel profondo dell’inverno, sia in Inghilterra che in Italia, ma non è più così: i germogli spuntano sugli alberi, l’erba cresce allegra, e si sono anche già viste le prime rondini volare nel sud. (Aggiungiamo per l’Italia la carenza drammatica di precipitazioni, con il Po’ già ora ai livelli di agosto).

Qualcun altro tra voi soffre di allergie e ha già cominciato con starnuti e lacrimazione? Benvenuti nel nuovo clima! Ovviamente eravamo nella stessa situazione l’anno scorso, prima che arrivasse la Bestia dell’Est, ma nonostante quello, il 2018 è stato l’anno più caldo mai registrato.

L’inverno è ormai compresso – dall’autunno che si protrae fino a dicembre e dalla primavera che inizia a febbraio. In altre parti del mondo le cose non vanno meglio. L’Australia ha appena conosciuto il gennaio più caldo di tutti i tempi. Di solito questi fenomeni si verificano solo negli anni in cui c’è El Niño, cioè il riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico che provoca l’innalzamento delle temperature in Australia, e in tutto il mondo. Ma quest’anno non c’è nemmeno stato El Niño, o meglio a gennaio ancora non c’era stato, rendendo l’ondata di caldo dell’emisfero sud ancor più preoccupante. (Anche per l’Italia si annuncia una nuova estate da record, visto che El Niño si è manifestato da metà febbraio, annunciando temperature elevatissime).

Per quelle poche persone che ancora si aggrappano alla negazione e al disperato tentativo di trovare motivazioni “naturali” alla Crisi Climatica, il comportamento del sole non aiuta. Ad esempio, il fratello di Jeremy Corbyn, Piers, crede che il clima sia influenzato dall’attività solare. Ma siamo in un periodo cosiddetto di “solar minimum”, cioè quando l’attività solare diminuisce (e le macchie solari scompaiono dalla superficie del sole). Se davvero il sole influenza il clima, un periodo di solar minimum dovrebbe coincidere con una caduta generale delle temperature… che invece continuano a salire.

Mentre si sta facendo qualcosa per cercare di ridurre l’inesorabile aumento delle emissioni di gas serra prodotti dalle attività umane, la climatologia continua a vomitare sorprese. Le concentrazioni di metano (uno dei più potenti gas serra nell’atmosfera) si sono stabilizzate fino al 2014, per poi ricominciare inspiegabilmente ad aumentare, e non poco!

Negli ultimi quattro anni si sono registrati aumenti drammatici delle concentrazioni di metano, ma non è assolutamente chiaro quale sia l’origine delle emissioni. Il metano ha firme chimiche diverse a seconda della sua origine, e queste firme indicano una fonte biologica all’origine di questi aumenti, e non, ad esempio, l’industria petrolchimica o altra. I monitoraggi locali suggeriscono inoltre che le emissioni provengano da aree tropicali, e questo esclude quindi esalazioni di metano dalla tundra artica o dai fondali marini. Ma non è chiaro se l’aumento dipenda dalle coltivazioni di riso o dagli allevamenti intensivi. Ci sono moltissime cose che ancora non capiamo. Ad esempio, è possibile che l’innalzamento dei livelli di metano nell’atmosfera sia dovuto a variazioni chimiche indotte dal cambiamento climatico, i quali rallenterebbero la disgregazione del metano (che ha una durata breve e sparisce dopo circa 10 anni).

Nutrire il mondo

Se le scene di moria di massa del bestiame in Australia può suscitare compassione qui da noi, il problema busserà davvero alla porta di tutti quando cominceremo a sentire le conseguenze che il caos climatico ha sui contadini che producono il nostro cibo. Un recente rapporto della Climate Coalition riassume chiaramente quello che sta già succedendo e quanto saranno ancora più drammatici i cambiamenti che avverranno nel futuro prossimo.

Potreste rimanere sorpresi di scoprire che la Gran Bretagna è più o meno autosufficiente per quanto riguarda la produzione di carote e piselli. Ma il calore eccezionale e la siccità dello scorso anno hanno provocato una forte riduzione di entrambi i raccolti – con un calo del 25-30% per le carote. Il tonchio dei piselli (un coleottero dannoso) sta risalendo verso nord con il riscaldamento climatico e se – o quando – arriverà in Gran Bretagna, affliggerà le coltivazioni. Ci dicono di mangiare più frutta e verdura, anche perché è molto meglio per l’ambiente, ma questo potrebbe sembrare cinico se consideriamo che il caos climatico ci renderà sempre più difficile coltivarli, e che l’ultima cosa che vogliamo è essere ancor più dipendenti dalle importazioni, a prescindere dagli effetti della Brexit.

E non ha nemmeno molto senso che il governo parli di una Gran Bretagna che aiuta a “nutrire il mondo”, come ha detto Michael Gove alla conferenza del Sindacato Nazionale degli Agricoltori in febbraio. L’esportazione di agnello e manzo nei paesi UE (le quali sono a rischio di collasso totale se ci sarà un no deal Brexit) non aiuterà la sussistenza dei contadini delle zone tropicali, i quali producono la maggior parte del cibo mondiale. Sarebbe meglio finanziare la ricerca per lo sviluppo di migliori tecniche agro-ecologiche, o usare la nostra influenza a livello mondiale per aiutare i contadini a condividere le best practice che già esistono.

Tutte queste cose stanno inevitabilmente creando un senso di ansia collettiva, e forse qualcuno ha già perso le speranze ritenendo che il danno sia già stato fatto e che non ci sia più nulla da fare. Per questo è particolarmente rincuorante vedere giovanissime persone chiedere azioni urgenti: e questo movimento sta appena iniziando a crescere!

A febbraio c’è stato il primo sciopero scolastico per il clima in Gran Bretagna, ispirato alla studentessa svedese Greta Thunberg, che da mesi sta scioperando dalla scuola. L’esempio di Greta Thunberg ha portato decine di migliaia di studenti a scioperare e manifestare, il 15 febbraio scorso, per denunciare il fatto che il governo inglese, e i governi in generale, affrontano il tema del cambiamento climatico soltanto con parole e misure di facciata.

La risposta del governo è stata quanto mai rozza: il leader della House of Commons, Andrea Leadsom, ha liquidato la protesta parlando di ragazzi che “marinano la scuola”, mentre la Premier si è lamentata del fatto che questi studenti avevano fatto sprecare tempo ai loro insegnanti per preparare lezioni che non hanno frequentato. Theresa May è nota per ignorare come le sue reazioni vengono percepite (l’ottica) oltre la Bolla di Westminster, e con questa reazione ha superato se stessa. Per fortuna, altri politici hanno invece reagito con interesse e rispetto, non ultimo l’ex ministro della biodiversità Richard Benyon, che ha incontrato gli studenti locali per ascoltarli e confrontarsi con loro sulle loro domande. Ma non dimentichiamo che l’ambientalista convertito Michael Gove pensava di eliminare il caos climatico dal piano di studi durante il suo mandato come Segretario all’Istruzione, e che il tema non è stato eliminato solo dopo le pressioni di una importante campagna, e che anche ora il tema è comunque trattato molto marginalmente.

È comprensibile che la generazione attualmente a scuola si senta frustrata e arrabbiata dal fatto che il loro futuro venga messo in secondo piano dalle persone responsabili delle politiche, specialmente dopo che il voto per la Brexit gli ha tolto le possibilità di poter scegliere in futuro se vivere e lavorare altrove nell’UE.

Speriamo che queste proteste prendano sempre più ampiezza nei prossimi mesi e che crescano a tal punto che nessuno - governi, opinione pubblica, media - le possa più ignorare. Sarebbe un antidoto molto salutare all’atto di autolesionismo che la Brexit rappresenta.

 

Miles King è un ambientalista, fondatore di People Need Nature, e redattore per il Lush Times. In questo articolo espone il suo personale punto di vista. Seguilo su Twitter @MilesKing10.

Per informazioni sui gruppi locali e le loro attività in Italia, cercare gli hashtag: #fridaysforfutureitaly o italia e #fridaysforfuture+nome delle città #climatestrikeitaly o italia e #climatestrike+nome delle città.

Immagini: Photo by Josh Barwick on Unsplash

Il 15 marzo 2019 in tutto il mondo gli studenti delle scuole scioperano per il Clima seguendo l'esempio della giovane svedese Greta Thunberg.

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